ALLEGRINI SOSTIENE GUGGENHEIM INTRAPRESÆ

A CASA
Il premio Allegrini <br/>“L’Arte di mostrare l’Arte” <br/>a Xavier Salomon
02 ottobre 2018

Il premio Allegrini
“L’Arte di mostrare l’Arte”
a Xavier Salomon

È Xavier F. Salomon, capo curatore della Frick Collection di New York, il vincitore del Premio Allegrini "L'Arte di mostrare l'Arte" 2018, per la mostra Canova’S George Washington, allestita a Manhattan da maggio a settembre di quest’anno. La consegna del riconoscimento, giunto alla sesta edizione, è in programma mercoledì 10 ottobre a Villa Della Torre, a Fumane di Valpolicella (VR).
“Salomon – spiega Marilisa Allegrini – ha il merito di aver fatto conoscere agli americani le sorprendenti vicissitudini della statua del primo presidente degli Stati Uniti, scolpita dal grande artista italiano a Roma fra il 1817 e il 1820 per il Campidoglio di Raleigh, la capitale del North Carolina. Xavier Salomon ha ricostruito la storia politica e artistica della statua, anche grazie alla collaborazione con il Museo Canoviano di Possagno, prestatore del monumentale modello in scala 1:1 che Canova aveva realizzato per la scultura e dei bozzetti di studio, con il Museo di Bassano, da dove sono giunti i disegni preparatori, e con i musei americani ed europei che hanno fornito dipinti e sculture. Salomon ha condotto una vera e propria operazione di archeologia canoviana, ritrovando a Raleigh, e salvando così dall’oblio, frammenti della statua originaria bruciata, compreso quello prezioso con la firma apposta da Canova”.
Nel 1831, dieci anni dopo il suo arrivo sul suolo americano e il posizionamento a Raleigh, la statua di Canova andò infatti distrutta in un incendio del Campidoglio. Era stata commissionata dal presidente Thomas Jefferson per celebrare il primo presidente degli Stati Uniti, rappresentato nell’atto di firmare l’addio alla vita politica, che scelse nonostante le richieste di un terzo mandato. Gli abiti romani che Canova fece “indossare” a Washington sono riconducibili a quelli di Lucio Quinzio Cincinnato, condottiero romano che nel 458 a.C., dopo la vittoria sugli Equi, lasciò il potere ritornando all'attività di agricoltore.
Dopo la sua permanenza alla Frick Collection, la mostra sarà ospitata dall’11 novembre dalla Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.
''Se non fosse andato distrutto – sottolinea Xavier Salomon, che ha organizzato la mostra in collaborazione con Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova, la Venice International Foundation e la Friends of Venice Italy - il Washington di Canova costituirebbe oggi senza dubbio uno dei principali tesori artistici degli Stati Uniti. L'obiettivo di questo progetto è ridare vita a uno tra i più importanti capolavori europei del XIX secolo che raggiunsero l'America quando la storia della nuova nazione era agli albori. La statua incarna uno dei primi rapporti tra Italia e Stati Uniti e attraverso questa mostra ci auguriamo di rinnovare tale amicizia''.
Xavier F. Salomon è nato a Roma, da madre inglese e padre danese. È diventato uno storico dell’arte al Courtauld Institute di Londra. Il suo primo incarico è stato quello di curatore alla Dulwich Picture Gallery di Londra. Dopo collaborazioni al John Soane’s Museum, al British Museum e alla National Gallery, nel 2010 ha attraversato l’oceano per diventare curatore delle collezioni d’Arte Barocca al Metropolitan Museum of Art di New York e infine curatore capo alla Frick Collection di New York. Una delle sue mostre più celebri è stata la grande monografica su Paolo Veronese alla National Gallery di Londra (marzo-giugno 2014). Recentemente alla Frick ha curato Cagnacci's Repentant Magdalene (2016-17), Veronese in Murano (2017-18), Murillo: Gli autoritratti (2017-18) e ora Canova's George Washington (2018).
“Allegrini ha cercato in questi anni di caratterizzare la propria presenza accompagnando le istituzioni culturali italiane ed internazionali – racconta Marilisa Allegrini -. In questo senso va letto l’intrecciarsi delle relazioni con l’Ermitage di San Pietroburgo, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e con i numerosi intellettuali, di varia estrazione ed interessi, periodicamente invitati presso Villa Della Torre, monumento rinascimentale di Giulio Romano, sede pulsante della vita aziendale. Sempre in questo contesto s’inquadra la creazione del Premio “L’Arte di mostrare l’Arte”.
Nelle passate edizioni sono stati premiati i curatori della mostra “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento”, Davide Gasparotto, Adolfo Tura e Guido Beltramini, Paola Marini e Bernard Aikema per l’esposizione “Paolo Veronese: l’illusione della realtà”, Salvatore Settis, Rem Koolhaas e Fondazione Prada per la mostra Serial/Portable Classic, Luca Massimo Barbero, curatore della mostra di Palazzo Strozzi a Firenze “Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim”, Maria Luisa Pacelli, direttrice del Palazzo dei Diamanti di Ferrara.


ARCHIVIO